la dea Maja

Si narra che anticamente la nostra Montagna si chiamasse “Paleno” in onore di Giove. La dea Maja, in fuga dalla lontana Frigia, insieme al figlio gravemente ferito in battaglia, arrivata sulle nostre coste ebbe notizia di erbe medicinali che crescevano su questo monte. Si recò in cerca delle preziose erbe ma la montagna era ancora ricoperta di neve. Il figlio morì e la dea Maja rimase a vegliare il suo sacrario senza mai allontanarsi, rimanendo per sempre pietrificata.

In effetti, se si guarda attentamente, da EST o da OVEST, la Pinna di roccia sull’abitato di Pennapiedimonte, si ha la sensazione di scorgere il profilo di una donna, assorta in meditazione, leggermente inchinata in avanti. Anche da questo racconto nascerebbe il mitico nome di Majella: “La Majella Madre”.

Storia o mitologia? In ogni caso resta pur sempre un racconto suggestivo.

Suggeriamo un approfondimento curato dall'Ing. Camillo Berardi:
LA LEGGENDA DELLA GIGANTESCA MAIA

 

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