Escursioni Sezionali
Programma 2019

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10 Marzo 2019
Piano Laroma

"Passeggiando tra gli ulivi, con Tommaso Masciantonio"

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Vedi la traccia dell'escursione su: GeoResq

Prima escursione del programma 2019 del Club Alpino Italiano Sezione di Guardiagrele. Bella e gradevole passeggiata tra gli uliveti di Piano Laroma di Casoli, accompagnati dal sempre gentilissimo e ospitale Tommaso.
Oltre a godere dell'accattivante ambiente naturale, in mezzo a migliaia di splendidi alberi di ulivo ed ad un bellissimo affaccio sulla nostra Maiella Orientale, il nostro Presidente Carlo Iacovella ci ha riposto una sorpresa: con la collaborazione delle Signore Marida e Luana, dell'associazione "Laroma Antica", ci ha consentito di ammirare uno splendido mosaico, posizionato all'intetro di quella che sicuramente doveva essere una stanza di antiche terme romane, con la presenza di ancora ben conservate mura in "opus reticulatum".
Dopo lo spuntino, a base di pane olio ed olive in salamoia, accompagnato da un buon bicchiere di vino (tutto pregiatamente fatto in casa Masciantonio), abbiamo avuto anche il piacere di poter conversare con l'esperto di olio Prof. Bruno Scaglione.


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(foto: Sergio Millemaci © CAI Guardiagrele - TUTTI I DIRITI RISERVATI - RIPRODUZIONE VIETATA)

Piano Laroma: Passeggiando tra gli ulivi, con Tommaso Masciantonio(ph: Sergio Millemaci)

17 Marzo 2019
Alla scoperta del territorio di Guardiagrele

"Le strade medievali del Feudo di Comino"
in collaborazione con l'Archeoclub di Guardiagrele

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Vedi la traccia dell'escursione su: GeoResq

Il feudo di Comino
a cura di Lucio Taraborrelli

Il territorio di Comino lo si trova menzionato già nel c.d. Memoratorium dell’abate Bertario (redatto nella seconda metà del IX secolo) tra le pertinenze di San Liberatore a Maiella, che costituiva il principale avamposto settentrionale della potente abbazia di Montecassino. A causa dell’indebolimento delle massime signorie monastiche dell’epoca (Montecassino, San Vincenzo al Volturno, Farfa), dovuto alle scorrerie dei Saraceni (IX-X secolo), una certa nobiltà locale, sempre più sfrontata e arrogante, prese ad impossessarsi di porzioni di territorio appartenute ai monasteri benedettini e a fondarvi, privatamente, chiese e castelli. È proprio quanto accadde a Comino, che appena un secolo dopo la menzione nel Memoratorium, aveva già assistito alla fondazione di un castello feudale, di un piccolo monastero benedettino intitolato a San Clemente e ad una serie di chiesette campestri. Il feudo copriva un’area molto vasta, che andava da “Valle Cupa” (a monte di Bocca di Valle) fino a Comino al Pedicone, ai confini col tenimento di San Martino, passando per Colle Barone, il Vallo e la “Cicona” a oriente, e il fosso dell’Arsella e il “Colle della Casciàrda” a occidente ...continua ... (apre un documento pdf)


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(foto: Sergio Millemaci © CAI Guardiagrele - TUTTI I DIRITI RISERVATI - RIPRODUZIONE VIETATA)

Le strade medievali del Feudo di Comino(ph: Sergio Millemaci)

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